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Ugo La Pietra



VINCE LA NATURA


Architettura/Natura, 2015

Terracotta modellata a mano (realizzazione S. Da Boit) 16x1 h 36 cm


















L’architettura si ostina a costruire case, strade quartieri, città introducendo nel costruito “il verde”, inteso come elemento capace di assolvere o “risolvere” diverse funzioni.
Dimentica sempre – l’architettura che il verde, al contrario del costruito, ha una vita propria e un proprio sviluppo, e che nel tempo ha sempre avuto la meglio!

Gli architetti ci invitano ad abbandonare l’idea di un parco urbano e assistere al cambiamento delle stagioni guardando il verde sui grattacieli.



Storie di verde pubblico.

In passato il giardino è sempre stato pensato come un luogo chiuso, separato dalla città (hortus conclusus), un luogo recintato in cui poter sviluppare l’immaginazione e la fantasia.
Anche il verde urbano era progettato secondo un succedersi di luoghi, in cui i dettagli, costruiti “ad arte”, erano volutamente concepiti secondo una frantumazione fisica che è spesso stata usata nella progettazione del “giardino”.

Un tempo si dava importanza a certi luoghi costruiti, giardini riservati esclusivamente alle divinità, come a certi giardini protetti perché era in seno alla natura che l’uomo avvertiva la presenza del divino.
Oggi il verde in città è costretto a fare i conti con il traffico,
i parcheggi, è soffocato dall’asfalto, è collocato in aiuole con pochi centimetri di terra, è organizzato in giardinetti dove il verde generico fa da cornice ai troppi monumenti ai caduti!
L’arredo urbano, la disciplina nata all’inizio degli anni Ottanta che avrebbe dovuto dare senso, valore e identità ai luoghi, si è trasformata in breve tempo in un ambito progettuale impegnato a dare forma ai dissuasori di sosta, portarifiuti, panchine, barriere…



 
 





         




Nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico.

Architetto di formazione, artista, editor, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all’arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d’artista) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del “Sistema disequilibrante” – espressione autonoma all’interno del Radical Design – e in importanti tematiche sociologiche come “La casa telematica” (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano 1979, 1992), “La casa neoeclettica” (Abitare il Tempo, 1990), “Cultura Balneare” (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all’estero, e ha curato diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d’Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orléans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca. Da sempre sostiene in modo critico con opere e oggetti, con l’attività teorica, didattica ed editoriale la componente umanistica, significante e territoriale dell’arte e del progetto.



www.ugolapietra.com













Creval-Gruppo bancario Crédit Agricole Italia promuove questo progetto di valorizzazione del capitale umano espresso dall’arte e dal pensiero profondo per una nuova sostenibilità ambientale e sociale.


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