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Giuliano Collina



NERO VERDE 

2020
















Appena prima del coronavirus e poi subito dopo. Prima Le ombre delle stelle, dopo Il melograno e l’alloro.
Sì, lo so che le stelle non hanno ombra, ma io, in una notte alla flebile luce della luna piena, non mi sono impedito di immaginare, intanto che la pesante cupola notturna copriva fino all’orizzonte tutto quanto c’era intorno a me, la terra cosparsa di piccole macchie scure come piccoli coriandoli d’ombra: tanti e in lento movimento rotatorio. Ci stavo in mezzo e ne ero anche io cosparso. Terra chiara, piccole ombre scure: bianco un po’ sporco, nero il più profondo possibile.

Bianco e nero prima e poi verde, tutto verde, dopo.
Il melograno sta subito fuori dalla finestra della mia cucina: non un albero, ma un grande, fitto cespuglio con lunghi rami torti, spioventi, intrecciati. Una presenza invasiva, anche se leggera e, prima di tutto, tanto verde. L’alloro, invece, chiude
la vista sul brevissimo giardino del soggiorno; anche lui è un cespuglio, ma è duro nei rami e nelle foglie, compatto e ben fermo.

Poi ci abbiamo fatto l’abitudine, ma in quel tempo tanti sono stati i pittori che si sono precipitati a dipingere il risveglio prima che dall’inverno dalla pandemia.

Evviva al verde, il colore della speranza, dei dollari, della giovane età, della primavera, del costume di Peter Pan e dell’erba, soprattutto di quella del vicino.



Giuliano Collina





         






Giuliano Collina è nato a Intra (VCO) nel 1938 e dal 1944 risiede a Como.
Nel 1962 si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera alla scuola di Marino Marini. Ha insegnato nei Licei, nelle Accademie di Belle Arti e all’Università dell’Insubria; ha collaborato con L’architetto Mario Botta al suo corso presso l’Accademia di Architettura della Svizzera Italiana di Mendrisio. Ha esposto in gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero. Nel corso della sua attività ha realizzato opere pubbliche, sia dipinti che sculture.














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