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Filippo Panseca



OPERE


















Bionics è l'applicazione di metodi e sistemi biologici trovati in natura allo studio e alla progettazione di sistemi di ingegneria e di tecnologie moderne.

La parola bionica è stata coniata da Jack E. Steele nel 1958, forse originata dal termine tecnico bion, che significa "unità di vita" e il suffisso -ic, che significa "come" o "nel modo di", quindi "come la vita”, “come la natura”.

Che differenza c’è tra un’opera d’arte e la natura?

Questa è la chiave della mia ricerca artistica da 50 anni.
L’Artista modella la sua opera guardando il mondo, ma poi gli si contrappone; e in ultima analisi si vede che l’opera d’arte non conta, perchè è diversa dalla natura.

Ma in che modo?

Abbiamo visto soltanto che le rassomiglia.
L’Artista pittore o scultore che sia ha copiato e copia la sua immagine estetica. Per arrivarci, sorprenderemo il pittore, dando un’occhiata alla natura e un’occhiata all’opera d’arte, nel momento in cui dà la vita al suo microcosmo, con dinnanzi il modello dell’universo.

È venuto infatti il momento di studiare la stoffa di quelle leggi, che disciplinano l’ispirazione dell’uomo. E’ venuto il momento per l’Artista, grazie alle nuove ricerche scientifiche, di imitare non solo la parte estetica della natura ma anche la parte funzionale.

Con tali arti l’Artista potrà realizzare opere applicando i nuovi strumenti che oggi offre la scienza come le nano tecnolgie per apportare anche ciò che la natura ci offre quotidianamente e di cui tutti beneficiamo gratuitamente. Le Arti rimangono sempre le stesse, quelli che cambiano, saranno gli strumenti.
Con che mezzi si costruisce questo piccolo universo simile e diverso dalla natura?

La mia ricerca partita dal 1970 per eliminare l’inquinamento estetico nell’arte, (Biennale di Venezia 1982 - Fotodegradabilità o Inquinamento estetico?) producendo opere biodegradabili a rapida alterazione nel tempo che. consumandosi, profumavano e concimavano l’ambiente circostante a beneficio della natura, mi ha portato alla produzione dal 2014 di opere che bonificano
l’ambiente circostante utilizzando una soluzione trasparente nano tecnologica applicata alle stesse composta da biossido di Titanio (TiO2). (Istituto Superiore di Sanità pro. 35/4A - 11/04/2005) “Il biossido di Titanio ha la proprietà ampiamente riconosciuta e dimostrata di decomporre una larga quantità di sostanze chimiche per fotocatalisi.

Può, ad esempio, essere citata la degradazione fotocatalitica di derivati di erbicidi (Singh et al., 2003), del nitrobenzene (Bhatkande et al, 2003), di composti organici volatili (COV) trasporti dell’aria (Wu e Chen, 2002), del bisfenolo
(Fukashori et al., 2003), Wu e Chen riportano che l’efficienza del TiO2 per la catalizzazione della fotolisi di benzene, dello xylene, del n-ettano, del metanolo, dell’acetone, dell’etil-etere, della formaldeide, del tricloroetilene e del percloroetilene, è stata del l’80% in 5 minuti (escludendo la formaldeide),
con irradiazione da lampada di mercurio. Gli stessi autori riportano variazioni dell’efficienza in relazione a diversi quantitativi e tipi di TiO2, all’intensità ed alla tipologia di raggi ultravioletti (UV) ed altri aspetti correlati et al.”

In questo sito propongo una serie di mie opere e progetti realizzati o da realizzare. Le mie opere sono progettate sia per l’interno che per l’esterno ed ogni metro quadro della superficie delle stesse, apporta all’ambiente circostante il
beneficio come di un albero di alto fusto.



         





Filippo Panseca (Palermo, 1940) è artista poliedrico e ricercatore. Insieme a Laurence Gartel è considerato uno
dei padri della computer art. Fondatore in Italia della prima cattedra di questa disciplina presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1991.

Dai primissimi anni Settanta orienta la sua ricerca sull’Arte Biodegradabile: critici di questo nuovo movimento artistico sono Pierre Restany e Guido Ballo; significative, per il periodo, sono le partecipazioni del ‘72 al Teatro alla Scala - dove realizza la scenografia del balletto Rorogigasos - e alla Galleria del Naviglio di Milano dove espone i progetti di “Degradable Sphere”. Alla XV Triennale di Milano, nel 1973, per la mostra a tema “Habitat” propone alcuni moduli abitativi con applicazioni di plastiche fotosensibili.

Nel 1982, invitato alla XL Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, espone una sfera biodegradabile in 60 giorni e 20 opere per “Fotodegradabilità o Inquinamento Estetico?” con testo critico di Tommaso Trini. Lo stesso anno è invitato ad Art Basel 6 dove proietta il film “Degradable sphere”.

Lungo il decennio ’80 diviene noto come realizzatore di innovative scenografie per i congressi del Partito Socialista Italiano: inventa il logotipo del garofano rosso nel simbolo elettorale.
A Managua (Nicaragua) nel 2007 esordisce con ”Helio Urbs”,
un progetto di massima per la realizzazione di un insediamento di 3000 persone auto-sostenibile ecologico, sfruttando energie compatibili rinnovabili di tipo eolico, solare e a biomassa.  Nel 2012 presenta a Milano “Genesi di Sculture Impossibili” e “Pollution” dove viene esplicitata la sua ricerca attuale verso la creazione di opere d’arte biodinamiche che si attivano in presenza di inquinamento ambientale esterno e interno bonificando l’ambiente.










Creval-Gruppo bancario Crédit Agricole Italia promuove questo progetto di valorizzazione del capitale umano espresso dall’arte e dal pensiero profondo per una nuova sostenibilità ambientale e sociale.


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